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BLOWSIGHT “Shed Evil” Ep

 

BLOWSIGHT

“Shed Evil” Ep

(Anno 2011 – Fast Ball)

Svezia

Il mondo leggendario della Svezia metal è spesso sinonimo di estremismi grind, gore o brutal: i figli di Odino urlano con tutto il growl possibile la loro appartenenza imponendo a Norvegia e Finlandia lo status di isole del metal potente ed identitario, ponendo le bandiere crociate (nei diversi colori) infilzate con forti urla possenti nel ghiaccio ma la Svezia è un’altra cosa… si respira un'altra brezza, fredda ma nel sud il bacio con la costa danese, il profumo della Germania e del suo mitigare il suono, il gioco di sguardi tra coste continentali e vichinghe sono l’escamotage per addolcire qualunque guerriero.

Senza perdere la possanza della voce growl, in “Shed Evil” la incontrerete come incontrerete, in un viaggio di cinque, intense, tappe, un metal frastagliato in più direzioni che in questo ricorda la costa baltica, i suoi fiordi, il suo essere landa mai statica.

Tutto inizia con “Magic Eight Ball”, un intro classico straziato sulle corde di violino (forse viola da gamba…), un preludio all’abbuffata di riffs che seguirà, già nella seconda parte del brano veloce e giocato su richiami di voce melodica e growl poderoso; la band si divide su due chitarre, un basso e la batteria ma sia Nick che Seb, Mao o Fabz si giocano compatti le loro carte al microfono, ognuno partecipa nel tessuto canoro tra richiami, cori e growl death, una buona dose di nu-metal ma non è solo questo.

Un album corto che diverte: se la melodia prende la mano basta poco ad infiammare la batteria e lo "scream"; “The Girl And The Rifle” è il momento più ruvido e possente dei cinque totali, una piccola vicinanza con i Rammstein per certi versi, anche se la giovane età dei Blowsight non permette loro ancora la totale e nichilista padronanza della forza ma la velocità sì, questa è garantita e “Live Die Surrender”, il finale, è l’apoteosi del lavoro al plettro, variabili melodiche sempre servite sul vassoio della cantabilità con spunti di accento eroico, quasi epic, una striscia di college-punk americano che rimane nelle retrovie ma il puntiglioso pubblico del metal moderno non se la lascerà sfuggire.

Cinque tracce: Fast Ball investe crediti nel quartetto di Stoccolma sperando nel consenso di chi orfano dei Rasmus o degli Him, come di quel goth che vede nei Bella Morte la risposta scura a Linkin Park, al cross-over, al tentativo di grosse label di monopolizzare l’offerta sulle border-line.

 

Nicola Tenani

 

http://www.blowsight.com/

http://www.fastball-music.com/