ARCANA - “As Bright As A Thousand Sun”

ARCANA
“As Bright As A Thousand Sun”
(Anno 2012 – Cyclic Law)
Svezia
“Somnolence”, una porta onirica che si spalanca sul settimo full-lenght degli Arcana, una suite atmosferica tra stelle antiche, ed ancora luminose, e landscape fantastici, primordiali e puri, una terra post-cosmogenetica in cui vivevano etnie estinte di Uomini raziocinanti, prototipi della civiltà odierna persi nelle leggende, nei miti.
Forse Peter Bjärg? sa dove si trova l’Agarthi, ha valicato la porta mitologica, ha conosciuto civiltà che non ci è dato sapere; forse la musica è stato il suo viaggio retroattivo, sub-cosciente, nella dimensione del sogno/realtà ancestrale, e la sua musica a questo si è ispirata.
Cinque anni dopo “Raspail”, ancora legato con un sottile cordone alle affinità post-Gerrard dei Dead Can dance voluti da Brendan Perry, “As Bright As A Thousand Sun” è la definitiva rottura di quel cordone: non avanzate più parallelismi tra gli Arcana e la band di origine australiana: parallelismi etno-gotici continuano ad esistere perché l’essenza reciproca è quella ma se una ha seguito percorsi rinascimentali in terra europea, Peter & soci hanno percorso a ritroso il genoma umano fino ad arrivare agli stadi larvali del tribalismo ascetico.
Sutra, mantra: ogni riferimento alle culture orientali è limitante, gli Arcana vanno oltre lo spazio/tempo ed insediano la loro musica in ambiti temporali ancora più antichi dei Veda, del Buddha, della religione intesa come coscienza collettiva.
Oggi gli svedesi sono una struttura di animismo oscuro, quasi esoterico, istintivo, sciamanico.
Come l’intro, anche “Inceptus”, “Medea”, carezzata dai toni celesti della voce della superba Ann Mari-Thim (rinascere con i Seventh Harmonic le ha dato uno smalto caratteriale arricchito in sfumature e colori), “Infinity”, “The Fading Shadow”, sono tutte colorature etniche supportate dalle percussioni membrafone di Mattias Borgh (perfetto come sempre) accresciute nelle nuance più scure, marziali e destinali dalla coppia Sergio Gamez e Nùria Luis.
Incredibile come i catalani ammirati in Narsilion, Der Blaue Reiter, Endless Asylum ed in altri splendori discografici, tramutino in oro ogni cosa, i loro tamburi sono un orpello mancante ad un suono già elaborato, la voce di Peter, dopo cinque anni e vari side-project, diventa personale, profonda, un tunnel per cui vale la pena entrare ed uscire altrove, dove non si sa, l’altrove è sempre un territorio meraviglioso e da scoprire.
Da ammirare ancora una volta la figura versatile di Cecilia Bjärg?, mai retrovia, sempre protagonista vocale accanto al suo Peter o ad Ann Mari-Thim o a tutta la strumentistica di supporto, le orpellature tra le trame, il pregiato, sottile ricamo indispensabile al successo finale.
Motore dell’album la texture immediata di “As The End Draws Near”, già apprezzata nell’EP ‘d’assaggio’ “Emerald”, vivace e tamburellata, un pot-pourri di tutto l’album, l’insieme orchestrale che magnifica la creazione sonora.
Se l’EP voleva smeraldi nel nome, “As Bright As A Thousand Sun” ha opali, onici ed ametiste in se: un cofanetto di gemme da ascoltare ed assorbirne le singole energie.
Il sodalizio consolidato in vari progetti tra Bjärg? e Cyclic Law è la conferma di quanta perseveranza si compia nelle strategie di Frederic Arbour di conquistare il top dell’ambient scuro; anche alla luce di migliaia di soli, l’eclisse è oscura sorella, gli Arcana sono a volte luce, altre buio, quasi sempre la penombra entro la quale vedere creature dimenticate.
Nicola Tenani
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