
Se camminate tra i portici notturni della città felsinea la notte, con i colori surreali delle luci filtrate dalla foschia o dai riflessi tra le antiche colonne di pietra, vi accorgerete che le vostre ombre si allungano o si nascondono riflettendosi distorte, che i vostri passi echeggiano in modo alquanto strano, che nella solitudine l’inquietudine diviene un crescendo lento: è la notte di Bologna lontano dal quartiere universitario, dalle vie trafficate.
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Italia e Giappone, amore antico, affascinante, attrattivo, da sempre.
Magnetico anche l’amore culturale tra il violino di Chie Yoshida e l’avanguardia di Dicofone, entrambi intrecciati nella vita e nell’Arte creando uno splendido tappeto elettroacustico dal grande magnetismo.

Quando i Roma Amor salgono sul palco anche il tempo si ferma ed assiste; ascolta la sua colpevolezza nel costringerci a correre, ascolta le storie raccontate nella voce di Euski, ascolta la fisarmonica ed il basso suonati da Candela, ascolta il mandolino, l’armonica a bocca, il pizzicare di Roberto Zabberoni nella sua danza di sei corde, di arabeschi che si intrecciano con le corde della chitarra di Euski.

E’ la notte in cui Cristo risorge e questa nota segnatevela perchè avrà il suo epilogo …
… inaspettatamente.

Torno al Club che poco tempo fa mi ospitò in occasione dello show dei Thelema ed ancora una volta mi suggestiona il cammino accanto al ponte di Via Stalingrado, i suoi graffiti, quel piccolo tunnel che diventa spazio/temporale sotto il quale transitare per giungere al piccolo locale bolognese che con forza sta cercando una sua dimensione all’interno delle proposte live felsinee.

Sono le ore immediatamente precedenti l’arrivo ufficiale della primavera, Ostara per tutto il nord che respira la religione antica, la magica notte di Ostara dove cambiano le aspettative, l’umore, i profumi, i sapori.
Ma piove …

Tracklist:
Canto Del Vento Lontano Nel Nido Dei Ragni Funamboli Mr. Nightbirds Hates Blueberries Il Deserto Dei Tartari

Inizia così la nostra avventura all’interno della rassegna Molecole Bolognesi, semplicemente Mob; inizia tra fiocchi minutissimi di neve che beffardi scendono fitti, rendendo difficili gli spostamenti, un vero peccato perché le premesse per uno show con folto pubblico c’erano tutte ma, nonostante ciò, i Temple Of Venus quel palco previsto l’hanno onorato ed una piccola crew (nemmeno così esigua viste le contingenze degli show oggi al di fuori delle grandi platee e del clima proibitivo) era presente per applaudire il combo bolognese.

Vi proponemmo con largo anticipo sulla data ufficiale d’uscita il nuovo lenght della band bolognese ed in questo bizzarro sabato climatico di inizio febbraio incontriamo il ruvido trio sul palco della Distilleria di Bologna per presentare l’acclamato “Suspension Of Disbelief”, segnato nella ‘memoria digitale’ del nostro sito.
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