Welcome in the Vlady Horror Picture Show: ladies and gentleman i Vlad In Tears.

Ancora non riesco a capire se i quattro ragazzi che compongono i Vlad In Tears siano credibili o incredibili, sicuramente hanno fatto colpo sul pubblico europeo, in particolar modo teutone.
Il loro essere ovunque si esprima underground li rende fruibili immediatamente, quasi radiofonici, se non pensate alle nostre assurde, bendate radio italiote; il loro debut-album ci ha colpito e non ci siamo fermati a quell’unica pagina, eccoli a parlarci ancora una volta di Vladyland, di assurdità gotico - demenziali e di verità dette con sottile ironia, e come potevamo farci scappare una chiacchierata con Kris e Dario con siffatti presupposti?
Non è la neo-wave cesellata, nemmeno l’art-rock più clubber ma un buon concentrato di sudore, tecnica e, perché no, fashion-goth.
Noi siamo già in Vladyland, state arrivando?
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(Nicola) Direi di iniziare questa nostra chiacchierata da una presentazione ai nostri lettori: chi sono i Vlad In Tears, come si conoscono, come si arriva a “Welcome In Vladyland”?
(Kris) I Vlad In Tears nascono nel lontano 1872, durante una notte di tempesta rituale nella quale furono catturati quattro ragazzi e sacrificati alla Dea Lilith…
…ehm…
è un progetto artistico nel quale sperimentiamo diverse forme di arte comunicativa, prima fra tutte, la musica…e dopo due dischi, il primo gothic metal, il secondo alternative dark rock, siamo giunti a “Welcome To Vladyland” per spiegare e narrare un po’ di storie dietro il mondo in cui vivono i Vlad In Tears…
(Nicola) Sia nella cover dell’album che nella vostra presenza, sia con il pubblico, sia nel web, date l’apparenza di un goth divertito, divertente, contrasto invece con l’immagine sacrale quasi di un fenomeno molto austero sotto vari punti di vista. Ritenete possa nel tempo essere controproducente o è la strada del vostro successo?
(Kris) Quale successo?
he he he…
Credo semplicemente che la vera anima dei Vlad In Tears sia composta da tutto questo, gioia, dolore, follia e divertimento, in un mondo grottesco nel quale non solo i Vlad vivono… siamo i sostenitori della campagna che urla : “in un mondo di veri mostri,noi scegliamo quelli delle fiabe…”
(Nicola) E’ solo un caso che anche voi di area “romana” abbiate così presa immediata nel pubblico europeo? Penso ai tanti progetti importanti dell’underground italiano, alla loro fatica nel farsi notare all’estero, al contrario di quanta immediata risposta abbiano le band romane come voi, gli Spritual Front, gli XP8 e ne potrei citare anche altre. Un fatto culturale? Una romanità che voi vi accorgete esistere in queste risposte del pubblico, della critica?
( Kris) Sinceramente non ci avevo fatto caso per niente...non saprei, forse è soltanto una strana coincidenza… o forse perché “la virtù sta nel mezzo…”
(Nicola) ”Welcome to Vladyland” racconta in sintesi sonora il vostro mondo, come ha ben descritto Phaeton, il nostro redattore nel suo articolo, un mondo vostro dove regna il vostro concept, i vostri suoni; raccontatelo senza l’uso del suono…
( Kris) Qualcuno ha detto : “parlare di musica è come voler ballare l’architettura…”ma cmq ti dirò questo : ‘Vladyland’ è un mondo in cui tutti sono invitati ma in cui non tutti possono restare, un mondo di sfogo, una possibilità di essere il proprio mostro che si ha dentro senza pregiudizi…
Ovviamente non mi riferisco ai mostri ‘sporchi’ che conosciamo tutti, ma a quelle persone-mostri-che cercano un proprio spazio per essere creativi senza censure e senza compromessi…
(Nicola) ”Circus On The Moon” è un vostro abbraccio al mondo steam-punk? Cosa racconta quel brano e cosa cogliete di positivo nella nuova tendenza a ricreare atmosfere naif, da circo, presenti nella nuova cultura goth americana, in rapida diffusione europea. Secondo voi Federico Fellini cosa direbbe di fronte ad un brano del genere?
(Kris) Beh,credo che Fellini lo ballerebbe questo pezzo, dopo una sbronza ovviamente
A parte questo, non è certo una novità che il mondo del circo si mischi al mondo della musica, il mondo ne è pieno di esempi del genere…
Noi abbiamo voluto che fosse una novità per i ‘Vlad’, qualcosa che lasciasse pensare che la follia evolutiva sperimentale che si nasconde dietro i ‘Vlad’ sia in continuo sviluppo…e poi io adoro la miscela tra il vintage ed il moderno…un esempio cinematografico lo abbiamo con il grande Tim Burton.
(Nicola) Tra ballate e rock-underground, il vostro album ha più spunti per opinioni a riguardo: quali brani lo identificano meglio, premettendo che ovviamente ogni singolo pezzo è un “figlio”, ma ci sono sempre quei momenti che rappresentano meglio il mood del disco.
(Kris) Personalmente io trovo molta gratificazione nel comporre musiche del tipo ”The Black Cat” o “A Vlad’s Tale”o “At The End Of The World” ma mi diverto moltissimo a cantare e suonare tutti i nostri brani… ovviamente ognuno ha gusti un po’ differenti,ma questo fa parte del divertimento…
(Nicola) Siete pronti ad un 2012 on-stage? Ci sono già date, che so di nuovo il WG Treffen, altri appuntamenti… In Italia ad esempio state raccogliendo i favori concessi in Europa?
(Kris) E’ ancora tutto in pianificazione,dobbiamo valutare le migliori condizioni e le più interessanti, cmq non vediamo l’ora di ripartire…!!!
(Nicola) Avete contattato voi (((Echozone))) o vi ha contattato la label tedesca? Come v’incontrate?
(Kris) Era da un po’ di tempo che (((Echozone))) seguiva le nostre tracce ha aspettato il momento opportuno e poi si è fatta avanti…ed eccoci qua…
(Nicola) Quali artisti si incontrano nel vostro background? Mi incuriosisce un po’ ve lo confesso, la genesi del vostro mix particolare di generi…
(Kris) Personalmente io sono un grande appassionato di Danny Elfman, (il compositore prediletto da Tim Burton per i suoi film), sono un grande appassionato della musica classica (da buon pianista) ma anche grande ascoltatore di musica rock alternative come i Muse, oppure di musica elettronica come i London After Midnight, ed altri…
Inoltre aggiungerei che mi diverto molto, quando ne ho la possibilità, ad ascoltare musica che odio…!!! è davvero divertente…!!!
Poi tra di noi c’è preferisce l’elettronica pura, il rock classico, il cross-over…!!!
(Nicola) Parliamo della foto che mostriamo ai nostri lettori: c’è sempre una storia dietro una foto altrimenti è un’immagine morta, molto dark come concetto ma poco giornalistico! Dietro questa foto quale storia incontriamo?
(Dario) Questa la scattò Kris il cantante durante il primo tour della band in Germania dopo la data a Berlino ad un'apparizione televisiva di mattina presto dopo una notte da urlo...
Ci successe di tutto, l'inverosimile: ci siamo persi ore interminabili per via d’incidenti stradali, tanta gente conosciuta, tante situazioni da film vissute soprattutto quando ci perdemmo nei quartieri a luci rosse tornando all'alba in albergo.
Amplificatori che non funzionavano durante gli show, strumenti rotti inspiegabilmente, dolori fisici, tanto amore e riconoscenza dalle persone incontrate.
Fu l'anno del vulcano tanto che per tornare a casa dovemmo prendere una macchina guidando per 10 ore filate!
Abbiamo amato e ci siamo imbevuti di quell’esperienza e della magnificenza e bellezza della Germania, ma allo stesso tempo della follia e dell'amore per l'arte dei tedeschi.
(Nicola) Cosa succede ora? La fama è accresciuta, i vostri fans si aspettano un continuo progredire verso la fase ‘matura’…
Come inquadrate il periodo che da qui vi proietterà nel futuro?
(Kris) Abbiamo diverse idee in proposito…
…stiamo valutando passo dopo passo su quale ‘stradina’ secondaria progredire o se immetterci su un’autostrada…
per l’inferno…
(Nicola) Il futuro di una rock band è difficile oggi; quale ricetta impiegherete per combattere il web ed i suoi lati oscuri, il menefreghismo folle dei giovani che cercano preferibilmente aspetti musicali delle generazioni passate e non vedono molto in avanti, non hanno i loro nuovi ‘eroi’. Ovviamente la crisi del disco e del live; insomma un futuro nebuloso o uno spiraglio coglibile?
(Kris) A prescindere dai momenti storici, corsi e ricorsi, arrivati alla saturazione del sistema, esso esploderà, o imploderà…e noi ci saremo…
Nel frattempo se qualcuno volesse un po’ di ristoro dall’animo rock può sempre venire a Vladyland…!
(Nicola) Concludendo, vi ringrazio molto per la disponibilità come ringrazio (((Echozone))) per l’opportunità di farci conoscere nuove band di casa, purtroppo filtrate all’estero e nel salutarvi vi chiedo di parlare un ultima volta di “Welcome To Vladyland”, rivolgendovi ad ogni fascia di pubblico perché sia chi sta dalle parti del metal, del rock puro o del goth, può trovare la sua particolare atmosfera, o sbaglio?
(Kris) Esatto….!
Queste sono possibilità che non si ripetono spesso!
Avete una chance di essere liberi in un mondo senza etichette, in cui l’unica regola è “non rompete i coglioni al vostro prossimo!!!”
Vladyland non è per tutti, ma per molti… la differenza la farà chi ascolterà…
Grazie e a presto!
Kris ‘Vlad’
Intervista di Nicola Tenani
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