ESA - “Themes Of Carnal Empowerment Pt. 1: Lust”

ESA
“Themes Of Carnal Empowerment Pt. 1: Lust”
(Anno 2012 – Tympanik Audio)
Regno Unito
Doppia uscita ‘british’ in casa Tympanik: ESA ed Autoclav 1.1 quasi simultanei escono con due full-lenght nuovi e totalmente all’opposto: Tony ‘Autoclav’ Young impegnato tra fusioni stilistiche, Jamie ‘ESA’ Blacker alfiere del power-noise adrenalinico, dopo tre anni da “The Immaculate Manipulation”, trattenuto all’interno di ‘gabbie’ sonore ibride tra Intelligence e dance, il 2012 lo vuole cibernetico e capace di promuovere una ‘speed-dance’ percussiva, ad alto numero di battiti per un hype senza via di scampo.
Vi serviamo su un piatto d’argento smaltato un album totalmente dancefloor-style: alta è la potenziale trance, quasi harsh nell’impatto devastante di uno spettro malvagio capace di mietere le vittime sfinendole ballando; voi avrete sempre l’opzione pronta per fermarvi e recuperare energie ma lo scopo è quello ed è ben riuscito.
Una linea compatta d’incursori sonori che insieme ad ESA vede Pneumatic Detach, Endif ed altri persuasori, architetti di un’Intelligence che guardando la trance-EBM ne cattura il brivido demoniaco per fonderlo con drum-line spaventosamente folli ed abrasive.
In questa modalità ESA apre l'album piazzando una coppia di track aggressive ed abrasive: “Red Passage Ouverture” e “With This Cold Kiss I Will Wound” sono entrambe 'torcide' power che assaltano il cervello con virtuosismi e battenti potenti, un plagio cerebrotico che impone il dancefloor come soluzione unica, cybernetico (a tratti simile alle trance narcotiche di Dulce Liquido) nel glitch-noise di “Wretch”, senza mai un attimo in cui poter respirare soffocati da una condotta corrosiva.
Nella seconda parte l'album ha tregue scure: nell'hype in downtempo di “Themes Of Carnal Empowerment”, grazie anche alle voci in stile hip-hop underground di Blue Mayhem e Riotmiloo, si creano modulazioni che negli effetti delle voci, nel loro spoken cantato, diviene spleen urbano, tensione, paura da metropoli corrotta, con “Bliss” si torna a ritmi velocissimi, sfiorando la TBM tramite un battito estremo e modulazioni in breakcore.
Tra le track finali, dopo una serie d’incursioni elettroniche ad alto tasso adrenalinico, ancora una volta un momento ideale che riesce a richiamare energie oscure, dancy e rallentate, la voce in “This Is Not Love” è un cuscino surreale ed alienato, la musica lontanamente è profumata di goth mittle-europeo, nato con i Diary Of Dreams o i nuovi colleghi in Tympanik, gli Haujobb, il soundscape icona della bella cover di Sean Gummer, sensualmente feticista, un angolo più oscuro che risalta tra le energie accecanti del nuovo corso ESA dopo tre anni d’attesa, un altro step nella neo-dance è compiuto.
Nicola Tenani
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