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MEMPHIDOS - “Dirty Sky”

 

MEMPHIDOS

“Dirty Sky”

(Anno 2011 – 33 Recordings)
Grecia

Continua il nostro navigare tra le proposte dell’Intelligence sound Greco: un arcipelago anche in musica, frastagliato dai colori tra loro estremi, cromie sonore speculari o amalgamate, veleggiare in queste condizioni è scoperta ed emozione, lande nuove, soundscape immaginifici.

Bella l’isola Memphidos, l’isola creata da Dimitri Sakkas: “Dirty Sky” nasce nel 2009 ma ha trascorso troppo tempo in sordina e sia come download che come pagina dedicata ci sembra giusto ridare vita, togliere polvere a dieci tracce ingiustamente sepolte sotto l’indifferenza del web-fagocita.

Lounge dall’estetica raffinatissima incontrano l’Intelligence Ambient, partiture create per notturni di coppia divengono esternazioni dance racchiuse in piccoli cofanetti sonori, le linee dei synth non scrutano mai al di là di contesti dal tiepido mood intenso e la musica da condivisibile diviene un egoistico momento da suggere in solitudine.

“Strange Little Thing”: rapidi click ed energie pulsanti, una prerogativa di Memphidos, contorsioni pulite e mai ruvide, è solo il primo brano e già navigate nel mare del laptoppers greco, ondoso ma non vi scuoterà la barca, un dolce cullarsi tra epici marosi mediterranei.

La conseguente struttura all’intro è “Dirty Sky” stessa ed in egual misura “Endless Dream”, una trance sintetica per abbozzare un ritmo anche dancy, molto forte in “Midnight Rain”, lungo e crescente con moderazione, una serpe che scivola al vostro interno muovendosi e muovendovi, è la danza che nasce copiosa, vogliosa, istintiva.

Oppure romantico: tecnica fusa in un grande cuore ispirato sono ingredienti formidabili nella costruzione di “Old Mans Regrets”, solare guardando il tramonto, appena prima dell’esplosione serale del Sole che prima di dormire, prima di lasciare la volta celeste all’amata Luna tinge d’oro il mare, di rubino il cielo; è “When We Were Kids”, un lunghissimo virtuosismo ricco di spezie neoclassiche, minimali per architetture semplici eppure così appaganti da non volerne mai la fine, ogni piccola variabile è una screziatura anche nel sapore che la musica riesce a volte a lasciare sul palato.

Credo che alla luce di come vi ho narrato questo viaggio, siate con me d’accordo che il recupero di un simile album è doveroso per noi che cerchiamo innanzitutto la bellezza nel mondo; la Grecia ha il suo fascino fin troppo scontato nelle impressioni classicistiche, il futuro è invece una scia sonora, mille scie sonore, migliaia di scie sonore che per la nuova elettronica è il respiro di un artista, oggi Memphidos.

 

Nicola Tenani

 

http://soundcloud.com/memphidos1

http://www.33recordings.com/