THE SEARCH - “Staying Alive In A Country Industrialized”

THE SEARCH
“Staying Alive In A Country Industrialized”
(Anno 2012 – Af Music)
Svezia
Il sud della Svezia, una parte di Scandinavia dedicata all’incontro con l’Europa, non solo nelle diramazioni di un territorio che si allunga come una mano vigorosa da stingere con cordialità, una mano che carezza dolce la cugina Danimarca a sud, ma si allunga culturalmente nelle sue città (su tutte Malmö ed Uppsala, la città dei Nostri…) grazie ad un cuore accademico crocevia per giovani che costruiscono l’Europa delle sinergie, delle intelligenze, dell’arte.
Città adolescenziali e vive, immagini di purezza, e non è un caso che i Search ispirino questo sentimento, lo percepimmo nel debut-album in Af Music “The Search For Connection Contact And Community” così fragile nella voce di un giovane uomo che si apre alla sua inquietudine, di un giovane uomo in grado di assorbire le nuance autunnali del dream-pop e costruirne ballate.
Oggi rimane tutta quella prepotente discesa verso lo stadio adulto, anche della band che matura dopo ogni track, e nel farlo si accende a nuove illusioni o si spegne tra amori mancati, suggendo tutta la malinconia che impedisce di concentrarsi su una pagina di libro, vi sarà forse capitato di rimanere interminabili minuti immobili sulla stessa frase senza trovare la concentrazione per proseguire.
Sono i tremendi, irrinunciabili languori dell’adolescenza che nel suono dei Search si percepiscono con vigore.
Un romanticismo scanzonato: “Staring Into A Screen” è wave-psichedelica che picking su picking (ogni nota è un mattoncino verso il cuore) ci impone abbandono, le quattro corde del basso sono un tormento per l’anima, un mood conosciuto con Lloyd Cole & The Commotions o i Prefab Sprout di “Steve McQueen”, seminali nelle sbiadite fotografie, nelle ballate sognate, i Lotus Eaters, stiamo parlando di questa wave.
Gli svedesi la fondono con un indie-folk leggero come un sorriso di ragazza felice: funzionano anche “Diving Into Another Persons” o “I Could Never Get Close To You”; sulle stesse armonie, molto eighties, decisamente eighties, “Amanda What Have You Done” o la poesia minimale dell’acustica “Looking For The Flesh And Blood” un sorriso amaro ispirato da certi Cure post “Disintegration”.
Bella la progressione emotiva di “The Knower”, una passeggiata tra nuvole di panna fino alle fiamme shoegaze del finale che in seguito diverranno con “We Feel Asleep In Each Other’s Arms And Never Woke Up Again” una scura lisergia elegiaca con tanti punti comuni agli And Also The Trees, grandi effetti scenici per un suono in costante ascesa emotiva.
Vedemmo bene pochi mesi fa nel giudicare il debutto dei ragazzi svedesi una prova di talento e classe: oggi la verifica della conferma è ampiamente superata, una giovane band cresce, con lei la credibilità di Af Music nel credere ai nuovi orizzonti rosso/tramonto della wave, tra lacrime e sorrisi.
Nicola Tenani
http://thesearchsweden.wordpress.com/
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