TONGUE - “At The Beginning…”

TONGUE
“At The Beginning…”
(Anno 2012 – Af Music)
Repubblica Ceca
Stiletto in pelle di uno stivale goth-fetish e scritta in caratteri gotici, due aspetti comuni nell’immaginario praghese, paradiso erotico e culturale, città d’attrattiva monumentale e notturna, spesso vittima dei luoghi comuni.
Però i Tongue non nascondono la loro volontà di esprimere questi due aspetti dando loro suono, ruvidissimo suono in classico stile post-punk ‘born in the U.S.A.’, chitarra e voce figlie di Rozz Williams o degli anni ’90 incisi su vinile e sul cuore di tanti nero-vestiti in tutto il mondo dai diretti eredi dei primi Christian Death, i Mephisto Waltz.
Chitarra che a tratti richiama i graffi felini di William Faith anche se nel complesso qualche pecca si evidenzia in un suono ancora troppo crudo, da affinare, da forgiare in misura con il terzo millennio.
Perché queste sonorità ancora non sono così vecchie da riproporre, se si cerca quella piccola variabile intrigante.
La scuola, la neo-scuola di oggi, soprattutto ‘british’ ha capito la lezione ed in band come Vendemmian, nella loro breve traccia esistenziale i Solemn Novena, gli House Of Usher, gli Spiritual Bat o gli Ikon (giusto per abbracciare tutto il mondo dark-rock), l’esistenza è garantita dalla capacità di filtrare l’old-style con le nuove tendenze anche accettando soffici ‘innesti’ electro.
I Tongue, ve lo diciamo subito, sono puri e crudi: due fratelli tuttofare con l’arroganza e l’incoscienza di chi sa di avere ottime dita in grado di ‘riffare’ un sound abrasivo con grandi ammicchi al Giardino Violetto in “Inverted”, ballata maledetta e romantica carica di spleen nei reprise dopo stop tatticissimi, più post-punk con “Casual T’s”, migliore della precedente eprchè il velo oscuro la ammanta di un neo-romanticismo intrigante.
Scontri di sei corde e batteria tra gothabilly e post-punk quando “Statement II”, quasi finale, sconvolge gli assetti precedenti e richiama dall’aldilà Lux Interior ed i crampi vocali di T e J divengono nevrosi schizoidi.
Bonus-track molto affascinante, “Sand City Night” è un gioco di chitarra e basso in chiave pulp, richiama l’underground e le polveri degli Urge Overkill, voce assolutamente assente, parla solo la musica e tutti i fantasmi di un cinema di frontiera, tra States e Messico, eleganza e crimine, una chiusura d’effetto.
Rotto il ghiaccio, “At The Beginning…” è un Ep particolarmente lungo considerando le sei tracce; oggi i Tongue sono istinto e tecnica, nel futuro per allargare la fascia di amanti del genere dovrebbero guardare anche band che hanno fatto di queste doti anche ispirazione per darsi un tono sottilmente cerebrotico: il death-rock è scritto tra riff e voci graffianti ma anche da intense ricerche tra sound ed estetica, il lavoro di Cinema Strange o Chants Of Maldoror ne è conferma.
Nicola Tenani
http://www.facebook.com/pages/Tongue/233678876705842
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