OSTARBEITER - “The Iron Era”

OSTARBEITER
“The Iron Era”
(Anno 2012, Steinklang Industries)
Ucraina
Antologia doppia, limitata a 300 copie, curate nei minimi dettagli, come sempre dall’ottima Steinklag, per raccogliere il largo campo d’azione del progetto di Ostarbeiter, ovvero Olegh Kolyada una delle menti dietro a progetti come First Human Ferro, od Oda Relicta, ed altri nomi, che sin dalla fine degli anni ’90 ha portato avanti collaborazioni con la sua musica influenzata dalle sonorità industriali più pesanti.
Un ottimo compendio, così ampio che è quasi limitativo per parlarne in sede di recensione, date le molte tracce che mostrano il progresso del trademark sonoro di Ostarbeiter lungo gli anni, così come gli illustrissimi ‘special guests’ nelle sue tracce, dal ‘nostro’ italianissimo Wertham (nell’aggressione di “Christ In Grave”, CD 2) agli ormai leggendari Deutsch Nepal (in “Black Frost”, CD 1), raramente il rumore, l’angoscia e l’urgenza della rabbia si sono espressi con tale vasta gamma di colori. La selezione copre sia le molte release principalmente in cassetta che le uscite su cd-r, miste ad alcune tracce unreleased o dalla provenienza perfino sconosciuta, in cui il nostro factotum si ingegna efficacemente dai field recordings a delle vere e proprie scariche di violenta adrenalina.
Difficile dire quali siano gli highlights del disco, di certo però sentire canzoni come “Crux Gammata I” (dal primo disco), con il suo fluido, eppur aspro, contorcersi di suoni metallici riverberati, o “Problem” (titolo invece estratto dal secondo cd), power electronics, dallo stampo che squisitamente ricorda i mai troppo nominati Genocide Organ, fanno capire che ci sono tutti i numeri per una release ferale, eppure piena di varianti, non scontata e degna del vostro acquisto.
E‘ difficile creare del rumore che possa suonare così eccitante ed attuale, specialmente se si è abituati a migliaia di releases dello stesso stampo in un mercato ipersaturo, eppure il buon orecchio della Steinklag ha colpito ancora una volta. Fortunatamente, mostrando che tra mille noise-makers c’é chi supera lo spesso e torbido velo grigio del rumore, dandogli una forma, una solida struttura e della sostanza, ed è questo che troverete in questa preziosa raccolta, da mettere vicino ai capisaldi del genere come Sutcliffe Jugend, Genocide Organ, Whitehouse ed SPK.
Una bestia letale dotata di cervello, che mira e cattura senza errori.
Un piccolo/grande
‚must have‘.
dANi/ALvo
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