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THE QUINSY - “The Violet Day”

 

THE QUINSY

“The Violet Day”

(Anno 2011 – Autoprodotto – Af Music)
Federazione Russa

The Quinsy è un progetto musicale catalogabile sotto la categoria delle ‘arabe fenici’ perché nel momento fatale, nel momento in cui decidere se evitare l’agonia e chiudere il capitolo, i ragazzi di San Pietroburgo si guardano attentamente ed in quel momento, solo allora, capiscono che la possibilità di esistere nel futuro era tangibile.

Eventi che si susseguono, un piccolo repertorio rinforzato con nuovi brani, la voglia di suonare li porta ad esibirsi on-stage sui palchi locali (c’è un festival molto interessante nella città degli zar che potrete tenere d’occhio sul web, un consiglio per gli amanti della vacanza culturale unita all’underground live-show…), l’esibizione in occasione del decimo anniversario dello Zoccolo Club nella loro città, quasi un batcave post-cortina.

Da lì il debutto discografico, un passo obbligato e dovuto per chi ha continuato a seguire la band anche nella parte declinante, avvicinarli e credere in loro durante la rinascita, oggi nel loro file digitale in free-download, ‘flyer’ sonoro per aprirsi all’Ovest oscuro.

I quattro ragazzi russi si propongono con un post-punk alquanto singolare, diretta conseguenza della vocalità impegnativa di Vladimir “4.4”: Ekaterina, Mikhail e Alexandr devono quindi impegnare molte energie per dare risalto, spazio e sottolineari i colori della teatralità quasi teutone del front-man.

Nuvole elettroniche in apertura: “Clouds” è un’intro morbida e soffice, classicamente bianca e stesa su cieli azzurri, un preludio ad altro, le energie ed il sudore devono aspettare un attimo, “Clouds” va gustata con piacere.

Da qui i dieci brani protagonisti, ottimi quando la musica è creata per contornare la voce creando substrati onirici intensi e lisergici, goth di rifinitura che chiede alla chitarra piccole pennellate più che riff, mantenendo la morbidezza, ora cangiante, delle nubi d’apertura.

La title-track, “Moscow Prostitute”, “Grey Colored Love”, sono i momenti migliori, il trionfo del goth teutone (Das Ich o Joachim Witt sono ottimi riferimenti), uniti alla lisergia dei classici e seminali Legendary Pink Dots.

E’ importante per una ‘drammaturgia’ d’insieme l’integrazione tra strumenti e vocalità, in questa espressione specifica il cantato è anche una prosaica volontà di colorare, una sfida che per buona parte dell’album i Quinsy vincono; ci sono spigoli da limare, buoni concept da sviluppare ma già, ancora una volta, il goth d’Oriente si conferma come materia in evoluzione, Af Music ottimo scouter, ora tocca a voi fare la vostra parte, siete o no un pubblico attivo?

 

Nicola Tenani

 

http://vk.com/the_quinsy_club490690

http://www.af-music.de/