PRINCIPE VALIENTE - “Principe Valiente”

PRINCIPE VALIENTE
“Principe Valiente”
(Anno 2011 – Af Music)
Svezia
“Intro”, uno scorcio aperto sull’album che seguirà e sarà un’apoteosi di grandissima classe, ispirata negli anni ’80 ma profumata con canoni moderni, non anticipo nulla.
“Intro” è gestita dal piano, morbido e illuso nella sua creatura sonora, realiste le pelli percosse con impeto nella seconda parte, il romanticismo ottocentesco lascia il posto al new-romantic della wave-generation, dandy ed energetica, scura nel look, porporina nel cuore, nell’energia.
Fernando, Alexander, Joakim, tre musicisti reclutati dalla label tedesca per le spiccate doti di amalgamare il post-punk intrepido (a tratti anche gli Héroes Del Silencio si avvertono tra le plettrate di Alexander…) con aspetti contemporanei di art-rock, strutture tra le righe di synth-wave, cornici sonore rifinite con cura.
La provenienza?
Ancora una volta Scandinavia! Nella distribuzione congiunta, Af Music e Danse Macabre, hanno diretto lo sguardo già da tempo verso quelle latitudini ed i frutti sono generosi, oggi siamo in Svezia, nella capitale, “Principe Valiente” è strutturato su undici tracce che non scadono mai, vi assicuro mai, nella noia.
Un basso ed una chitarra strepitosi, spesso lanciati al galoppo, cavalcate senza sella dalla voce di Fernando, in “Before You Knew Me” proveniente direttamente dall’oltretomba in stile Carl McCoy (i Fields Of The Nephilim aleggiano un più tracce), in “Stay” esaltando con echi surreali l'aspetto goth-rock puro, contrastando nettamente gli acuti svolazzi di chitarra.
Più romantica “One More Time” è interpretata di petto, avvicina il dark-rock della west-coast americana, antipodo reale rispetto ai tribalismi british di “New Life”, tutti aspetti dell’underground che, grazie alla gamma di soluzioni dissimili (senza estremismi), non generano mai pesantezza.
Ognuno avrà la sua personale scelta sulla hit dell’album; la mia cade su due brani “150 Years”, romantica fino al midollo, cantata in modo da dover richiamare un’amata perduta, stimolando i migliori ricordi del cuore con una lacrima nervosa, un brano d’altri tempi signori.
Ancora più forte in “The Night”, basso e batteria in team per creare una parete alla quale poggiarsi per soffocare le lacrime, chitarra perlacea nelle sue irriverenti scorribande emotive, sottolineature quasi fastidiose di ciò che si vuole rimosso.
Chi riconosce il romanticismo del migliore goth-rock sa cosa intendo; ora tocca a voi, insieme ad Af Music e Danse Macabre avete la possibilità di puntare tutto sul nero, come sempre, vincendo, grazie alla piccola label scandinava che torna sul mercato dopo quattro anni di silenzio.
Sulla vetrina della casa tedesca un altro piccolo pezzo di goth contemporaneo da porre accanto a Christ vs. Warhol o Spritual Bat.
Nicola Tenani
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