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AA.VV. - “Human Machines”

 

AA.VV.

“Human Machines”

(Anno 2012 – Hypnopompic State)
Italia

 

Sotto la selezione di Hypnopompic State un ‘consorzio’ di venti progetti, idee, corruzioni sonore, tra suadenze e ‘plagi’, cercheranno di trascinarvi sul dancefloor con un ventaglio di proposte che guardano l’electro-european-order a 360°, non opponetevi resistenza…

Il valore del sampler è alto ma non è solo una grande abbuffata di bpm che vi attende, non sottovalutabile tra ballate catchy e muri noise, ma la volontà di richiamare il pubblico nero-vestito verso un'organizzazione che si occupa di disagi giovanili, un importante supporto digitale che adolescenti in crisi esistenziale, umana, morale, possono trovare nella rete, supporto psicologico a volte fondamentale in questa era di sembianze fuorvianti, di valori irreali, di chimere digitali non gestite e gestibili, i nativi-digitali che dovessero necessitare di un faro in queste nebbie di byte lo potranno davvero trovare.

L’organizzazione, come spesso accade, si autoalimenta economicamente quindi le venti tracce di “Human Machines” osservano con amore l’adolescenza e chi ha un cuore aperto per queste fasce d’età.

Il sampler di suo è un cocktail di byte e bpm pronti a generare, stimolare, scatenare l’istinto danzatore del popolo scuro, in venti tracce la gamma è notevole, esaminiamola…

Dark elettronico verginale e diabolico caricato sul battito, industrialismi fetish adagiati sulla voce della vocalist, sono le suadenze di “Die Sklaverei”: il brano dei M.O.D., neo act della scena EBM italica, è la giusta tenebra in chiave cyber per portarvi sul dancefloor, perniciosa rispetto alla successiva “Art Without A Heart”, quasi eurodance nel dare al suo future-pop la giusta chiave per la pista, esperienza che i Tourdeforce conoscono bene e la voce, ancora femminile, ha sempre una marcia in più in questi lidi oscuri di seduzione ad alto hype.

Se maschile, la voce deve avere una buona capacità di dare colori al brano: è il caso di “Ocean” degli Zero A.D., ancora italiani, ancora figli del synth-pop nato e cresciuto sul e per il dancefloor con la dolcezza della wave madre occulta.

Da questo momento inizia una spregiudicata virata verso inferni abrasivi: “Braindance”, di Wormz è technoide e compatta nella sua essenza byte malata, “Honest Hand”, Gutter Gloss, si balla in gironi sotterranei cyber, meglio però nelle parti cantate governate dal vocoder rispetto agli scream strozzati.

Techno Body in folle corsa verso la paura è “Beautyfuck”, senza limite di velocità nei synth, il brano dell’act Needle Factory precede di pochi brani la simile invasione di harsh-noise di Ninja Spice: “Virtually Indistructable Cybernetic Banshee”, è un plotone di bpm che marciano come una parete compatta verso un underground oscuro e malefico, due ottimi brani di power-noise abissale.

Nelle battute finali ottima performance di metal industriale prodotto dai Cybercage, le evoluzioni di “The Ancients” sono istinto corrosivo unito ad un’ottima sequenza di cambi di ritmo, un carosello elettrico ed acustico ancora una volta potente in una fase della compilation dove compatto il fronte industriale è schiacciasassi.

Venti tracce per divertirvi con il gusto di avere partecipato ad una causa che vuole per l’adolescenza tormentata in questi anni di involuzione un riferimento, un supporto che aiuti chi in difficoltà a capire meglio un’epoca che incute timore, nel suono ogni metafora è quotidianità…

 

Nicola Tenani

 

http://hypnopompic.bandcamp.com/album/human-machines