TRENTEMØLLER - “Reworked/Remixed”

TRENTEMØLLER
“Reworked/Remixed”
(Anno 2011 – In My Room)
Danimarca
In un solo doppio album, in ventidue tracce, in un paio di ore d’ascolto, vi accompagneremo ovunque (quasi…) nella musica: conduce Trentemøller, noi possiamo solo abbandonarci alla bellezza della sua musica rivisitata da artisti affini o protagonista degli undici remixes che il musicista/produttore danese ha confezionato a tratti con classe sublime.
Nessun segreto, tutto è abbastanza evidente, Trentemøller ha la qualità della semplicità appartenente ai grandi musicisti ‘free’, liberi di esistere senza schemi e di cercare ovunque frammenti d’arte; quanto somiglia in tutto ciò a Schiller o Apparat, entrambi teutoni, entrambi vicini allo Jutland di Anders.
Nei due dischetti diverse pericolosissime ‘ear-worms’, brani che rischiano il loop, modelli perfetti intercettati dal minuscolo radar che il dj, il musicista purosangue, capta e imprinta senza rischi di sconvolgere l’originale, senza togliere nessuna possibilità di degustare il brano in purezza ma donandogli quella punta diversa, quel mood alterato nella forma per esaltarne il potenziale dance, aumentarne l’esplosione, divertendosi quasi sempre su modelli indietronic melodici e dream-pop così vicine alla neo-wave che le baciano l’anima torturata.
“Too Insistent”, nata un paio d’anni fa in Francia dalle splendide menti di The Dø, da piccola ballata indie-folk, appena accentuatamente dance con qualche seduzione ‘lynchiana’ (soprattutto nel video), diventa una bomba da dancefloor colto: drum-line sostituita completamente dallo xilofono che ne rende ora un ritmo ‘acquoso’, la voce originaria di Olivia Merilahti è perfetta in purezza, ma tutta la condotta emotiva passa ora attraverso il synth, mai su linee veloci per insinuare il suo serpente nel corpo.
Fantastica e non lontana dai gioielli degli Austra, un’elettronica difficile da concepire perché elaborata ma quando riesce è tentazione tout-court.
Forti in entrambi i dischetti la componente ‘dreamy’: “Tide”, remix di Efterklang di un brano dello stesso Trentemøller o la stessa rivista da Modeselektor, sono entrambe espressioni morbide, la seconda più ballabile, ritmata da piccolissimi click’n’cut, un brano che anche nella versione strumentale di chiusura del primo dischetto si esalta nella sua dolcissima atmosfera, nella trama morbida abbracciata da un sogno quasi etnico parallelo, suono che la coinvolge completamente.
Non mancheranno momenti simili altrove: nel secondo dischetto ipnotizzano le opalescenze quasi ‘fairy’ del remix del danese di un brano dei Dwarf And The Horse, “Sleep Party People”, mantenuto su strati onirici intensi ma trasportato in un contesto minimale, a tratti tipico del sound Morr, na?f nella forma grazie a minute proiezioni dei synth per poi sospendere tutto nel Cosmo dell’immaginazione “Mew”, originariamente dei Beach, ora persa in una stupenda fusione di future-pop ed indie, coraggiosamente rivoluzionata nel darne una nuova forma, oppure portare su pianeti di trance-dance “This”, una sinergia originale tra Modeselektor e Thom Yorke, plasmata come un serpente che sinuoso entrerà nel vostro corpo per sciogliervi, non opponetevi, è impossibile.
Sono solo assaggi di una varietà di brani che incontrerete nei ventidue complessivi; sarà difficile anche per voi effettuare scelte, il consiglio è quello di far vostro questo gioiello che va ad incastonarsi nella corona europea dei grandi musicisti senza schemi se non quello di schiudere emozioni, aprire orizzonti, far ballare con classe.
Nicola Tenani
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