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BEYOND SENSORY EXPERIENCE - “Modern Day Diabolist”

 

BEYOND SENSORY EXPERIENCE

“Modern Day Diabolist”

(Anno 2012 – Cyclic Law)
Svezia

 

Il duo svedese appare come una coppia di spettri, scuri fantasmi nati nella società attuale che con lieve senso della presenza sonora trasmettono il succo urbano, il ‘genius’ metropolitano, un’inquietudine espandibile che penetra il sottocute con la determinazione di un sottile ago indolore ma deciso.

Entrambi protagonisti nel grande nord dell’ambient/soundscape, K. Meizter ha trovato consensi anche produttivi tra le nostre mura, grazie alle produzioni di vari act e side-project, di Old Europa Cafe mentre Jonas Aneheim è rimasto legato alla sua Scandinavia puntando però ovunque il dito in base alla situazione che lo ha coinvolto.

Lo si trova allora in Alfa Matrix, Out Of Line oppure anche lui alla corte di Rodolfo Protti, grazie all’ottimo triplo split Nordvargr/Drakh/Klier, datato oramai 2008, testimonianza di come mr. Protti abbia sempre avuto una grande dote di scouter.

Non è un caso che tutta la prima parte licenziata come Beyond Sensory Experience ha avuto Old Europa Cafe label ‘veggente’ (recuperate alla vostra memoria un album come “Urmula”), in seguito sarebbero arrivate Cold Meat Industry, oggi Cyclic Law, sempre più nera regina del genere.

“Modern Day Diabolist” è una sinfonia in downtempo molto complessa, difficilmente descrivibile in una pagina ed in un genere: è la percezione di un mondo visto dietro un vetro, un filtro ottico, una distorsione delle forme di una realtà esistente ma lontana, che non appartiene se non nel ricordo, nella percezione, sfuocata, rallentata; “Hailstone Reactor” è la meditazione del senso di esistenza trasmesso e percepito grazie al suono, una bella musica che riempie, si accende in uno shoegaze di velluto, si propone come fonte di raccoglimento e di sfogo, un accumulo voluto per rilasciare qualunque energia latente.

Assieme ad “Between Sleeping And Walking”, opener, sono accumunate da una grande forza utopista, quasi un post-rock nel buio grazie ai lunghissimi loop di chitarra, di voce, di una coppia di menti che sono isole propaggini di un arcipelago che non è altro che la nostra mente, un mare ove perdersi, morirci.

Scorrono le tracce e diviene tutto così lontano…

Voci, suoni, samples, field recordings, tutto è ipnosi, in parte ricorda l’ultimo lavoro di Davide Borghi come Ekra, una catarsi dell’interiorità smorzata, soffocata ma non del tutto, ricordi ancora vivi sulla pelle.

La title-track rompe il vetro, getta a terra la palla di cristallo ed il castello, la neve che lo conteneva,  si spargono ovunque, il suono è ferale e si regge su industrialismi in tensione.

Una parentesi… la vita ne è piena ed il gioco si compie tornando, costruendo un’altra sfera dietro la quale osservare, osservarsi e proteggersi; le nove tracce del combo sono estasi acrome, ipnosi regressive che si immergono nel suono.

Elegante la confezione a quattro ante, uno scrigno che racchiude il dischetto ed un DVD dall’ottima regia della coppia di video maker: gangli e flashback di vita per “Geometric Fashion” (The Retardtank) e virate di blu elettrico per narrare landscape di supporto a “Rapt From Earthly Thngs” (Fetish 23).

Un ottimo disco, ennesimo centro per Cyclic Law, una sfera di cristallo scuro ricca di sfumature del nero, della vita, della morte.

 

Nicola Tenani

 

http://www.bse.se/

http://www.cycliclaw.com/