PLAYING WITH NUNS - “Frolicking Through The Meadow”

PLAYING WITH NUNS
“Frolicking Through The Meadow”
(Anno 2011 – Dark Meadow Recordings)
Regno Unito
La bella cover di questo dischetto in CDr (oramai abbiamo identificato la distribuzione di Dark Meadow in questo supporto in grande crescita in tutta Europa) è libertà: bellezza e libertà, ottima la scelta del grafico per non ghettizzare il dark-ambient tra le mura degli stereotipi opprimenti e pseudo-splatter.
Ottime anche le quattro tracce dell’album per cui Ariel Chapuis, musicista argentino conosciuto in occasione dello split doppio insieme a Syrinx, ha composto la musica, incrementando così la sua ampia produzione quasi tutta in Cubicolo Noise Recordings fin dai tempi di Void Of Coil, un alter-ego che merita altrettanta stima.
Dopo l’intro vivace di “The Quiet Grass”, Ariel ci introduce nel profondo di giochi sonori con fluttuanti tensioni psichedeliche, “Meadow In My Mind” è sperimentazione che reclama con voce forte l’attenzione di un suono che già negli anni ’60 e ’70, in quei vecchi, ma già in grado di aprire menti, film di fantascienza, proprio su queste lande del suono, tra le loro stasi per una ricerca dell’emozione, iniziavano la sperimentazione dell’elettronica che oggi troviamo ad ampio respiro.
Ritmi scanditi da una litania strumentale esoterica, una danza macabra che se nasce nella mente di Ariel, come vuole il titolo, è l’indice di una visione cupa del suono.
Eppure nella successiva lunga “T.V. Static (Insoluble)”, solo un white noise di un apparecchio non più in gradi di captare segnali, disturba la quiete faticosamente conquistata con armoniosi arpeggi di corde, basse e su mezzitoni, mezze luci di suoni che ritroviamo in quell’aura sprigionata dalla donna nella cover.
Il finale, “The Lost Field Recording On Vinyl”, è invece estetica sonora costruita su polimorfiche architetture richiamate da sottili glitch invisibili, suoni cupi e noise che entrano schizofrenici simulando una controparte di un proto-dialogo tra strumentazioni e samples, gli effetti sulle corde si irradiano generando un suono energetico, ricercato.
Non sono mai lunghe le tracklist di questi compositori, piuttosto mantengono lunghi i tempi esecutivi per darvi modo di entrare nella loro sfera e Playing With Nuns è una bella alternativa all’ambient nichilista, una fonte di luce, magari al neon…, tra i bui cosmici, abissali, in sintonia con la politica dell’arte voluta per la sua label da Ed Plenderleith, una realtà in grande crescita di cui siamo di nuovo testimoni.
Nicola Tenani
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