SYRINX - “Hunted: Without Tears In Their Eyes”

SYRINX
“Hunted: Without Tears In Their Eyes”
(Anno 2010 – Dark Meadow Recordings)
Regno Unito
E’ un mondo etereo ma non celeste quello che ci apre il soundscape di “Hunted: Without Tears In Their Eyes”, l’ennesimo incontro con il progetto “regnante” in casa Dark Meadow, il figlio maggiore della mente del manager e musicista Ed Plenderleith.
Lo stile è simile ad altre uscite, due tracce per una coppia di sinfonie complementari, ma in questo CDr è un trio a governare ogni suono: con Ed ora anche Dave Saunders e Jon Bayliss che presto incontreremo con il monicker Ghoul Detail de il suo “doom-world”.
La particolarità di questa label è il grande spazio che concede alle chitarre elettriche in un ambito solitamente imperato dai synth, dai samples o dai sequencer; qui le sei corde adoperate sono ben due per dividersi gli oneri di mantenere il suono dilatato e abrasivo mentre altrove un plettro può manifestarsi anche virtuoso nella ricerca di piccoli giochi come in “Corridor To Islandisation”, lontana e non facilmente accessibile alla mente umana, arida nei punti in cui orientarsi tra suoni cupi e landscape ocra o dai toni marci, impressioni tangibili di smalti corrosi dal tempo mentre il suono vaga tra nebbie cerebrali.
Una traccia emozionante che ben introduce al mondo sonoro di Ed Plenderleith e di chi man mano entra nel suo “open-project”, mentre la seconda suite, “We Have No Future” difetta d’immediatezza mantenendosi troppo a lungo statica nella prima parte, almeno fino a quando le chitarre iniziano a imprimere la propria presenza tra magnetic fields rugginosi come fossero nati in docks abbandonati del middle-England (siamo a Northampton ed il nostro Ed divide i natali con i quattro Bauhaus…).
Quaranta minuti per una traccia che evolve verso soluzioni autoalimentate: la chitarra non ha più dita che la suonano, subentra verso la fine l’idea di un ingranaggio ora autonomo che nelle piccole “toccate” di corda trova il suono alla fine immaginifico e arido, “we really have no future…” e tutto il mondo del drone-ambient si ricollega (soprattutto in terra albionica) alla no-future generation ora apocalittica generando immagini sonore derivate da un’ecatombe di non precisata entità e matrice.
Non è sempre facile entrare nella mente di questi artisti ma noi abbiamo la coerenza e l’illusione che tra le nostre pagine non si coltivi solo l’amore per la musica ma lo sforzo per mantenere il cervello attivo, vitale ed in grado di alimentare fobie o ragioni, surreali o tangibili, la musica è anche questo.
Nicola Tenani
http://www.myspace.com/syrinxdrone
http://www.darkmeadowrecordings.com/
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