i AM esper - “Glowing Valleys”

i AM esper
“Glowing Valleys”
(Anno 2011 – Dark Meadow Recordings)
U.S.A.
Cercate la zona di provenienza di Justin Palmieri (i Am esper per le cronache musicali…N.d.A.) ed incantatevi: foreste incontaminate e falesie su una baia del New Jersey speculare sulla costa della baia che porta alla Big Apple.
Il faro di New Brunswick potrebbe pretendere una tela di Edward Hopper, le foreste sono un richiamo all’immaginario d’incanto della flora statunitense ma anche delle inquietudini paranormali letterarie e cinematografiche di tante fervide menti impegnate sui fronti del Movie-world o della scrittura horror.
La musica non è inferiore: la capacità di diventare immagine è forte se chiudendo gli occhi entrate nel mondo dei musicisti.
Girovagare tra alberi secolari o contemplando un oceano intriso di leggenda come l’Atlantico, stando in alto su un promontorio mentre un faro inizia il suo giro luminoso, osservando ad altezza dei propri occhi solitari gabbiani che volano verso la libertà mentre una barca, un peschereccio con a bordo un uomo temprato ma figlio di quel landscape, parte di quelle immagini, questo è possibile trovarlo nella musica, obbliga ad una piccola ricerca ma lo scopo del web è anche quello di migliorare lo spirito culturalmente oltre a trascorrere ore sui social network perdendo la parte migliore della vita…
Justin Palmieri dedica la sua creatività proprio all’ambient inteso come evocazione (in teoria è patrimonio di quasi tutta la musica dark-ambient, la proprietà di dipingere immagini grazie al suono) e in ciò è legittimamente approdato in Dark Meadow Recordings dove il suo suono è perfettamente integrabile con i concept-album prodotti da Ed Plenderleith.
Cinque tracce aperte con sottile arte dello shoegaze inteso come tecnica del suono di chitarra mantenuto: “Stars Above The Frozen Forest” è fluida nel generare relax costruito su fragili fingerpicking adagiati su tappeti acuti, appena noise, leggermente noise per non alterare lo stato causato e non si può evitare di pensare a quelle foreste prima citate quando in “Mid Night”, il senso di calma apparente richiama forte il dualismo Lynch/Badalamenti ed a quegli alberi folti, coprenti, insidiosi.
Con “Morning Dew” il tema è ripreso ma ora gli effetti generati sulla e con la chitarra creano aurore luminose, la percezione di un brano che riprende l’irradiarsi mattutino della luce sulla Terra, mentre abbraccia la Terra, la scalda, un soundscape totalmente Dark Meadow, ora brioso senza eccedere.
i AM esper con “Glowing Valleys” entra a pieno titolo alla corte di Ed Plenderleith: un suono che omaggia la parte occulta dell’energia con un senso “carnatico” dell’uso della chitarra.
Album prodotto in ottanta copie per rimanere legati di nuovo a temi variati ma logici in questo contesto dronico ma non aggressivo, energetico, composto per riscaldare i nostri chakra.
Nicola Tenani
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